MARCO TOSSERI

Un’interessante recensione per chi ama la lettura e desidera immergersi in altre realtà

Afghanistan. Un’altra faccia dell’Oriente sconvolto dalle guerre attraverso gli occhi di Khaled Hosseini e dei suoi romanzi. Ho incominciato dalla lettura del secondo,“Mille splendidi soli”,e sono rimasto davvero sorpreso: la storia di due infanzie spezzate, due donne che rischiano che la propria umanità venga cancellata, che, nonostante sopravvivano alle bombe,  devono affrontare una bestia ancora più feroce: un uomo che con la sua violenza fa loro del male non solo fisicamente, ma sopratutto nella mente e nell’anima e queste sono ferite che, ahimè, neppure lo scorrere del tempo può rimarginare. La vicenda è narrata con incredibile oggettività, ma ciò non ci impedisce  di vivere le emozioni dei personaggi, anzi queste si percepiscono in maniera anche profonda, tuttavia Hosseini  non supera questa soglia,  non ha lo stesso slancio di pathos e passione che ho trovato in Abulhawa; non c’è insomma la stessa  immedesimazione totale nel personaggio.

Il primo romanzo,“Il cacciatore di aquiloni”, forse per via del protagonista maschile, è più intimamente sentito dallo scrittore e le vicende e le emozioni si avvertono in maniera più forte. “Mille splendidi soli”  racconta di due donne il cui destino si incrocia ed è costretto a proseguire insieme;  il percorso è segnato da dolore, sofferenza , sopportazione, fattori che però faranno unire le forze, porteranno a un’amicizia e a un legame indissolubile per sopravvivere, ma sopratutto per vivere davvero almeno una volta. Al di là della vicenda romanzata, come del resto ci informa lo scrittore stesso nella prefazione, questa condizione di sopravvivenza l’hanno vissuta e vivono tutt’ora le donne in Afghanistan, schiave di una religione, di una cultura, di una società che mira a nient’altro se non a togliere le emozioni e i sentimenti, quindi, in parole povere, ad annullare completamente l’individuo.

“Il cacciatore di aquiloni” racconta invece di due ragazzi che vengono separati  non dal destino, bensì da un fatto che viene taciuto. Per cosa? Paura, desiderio d’affetto? Forse per entrambi  e non solo per questo, ma per mille altri motivi che in un ragazzo di dodici anni non si possono indagare del tutto ma solo accettare. Al taciuto corrispondono due vite stravolte, un senso di colpa che logora dentro finché si presenta un’ occasione per espiare la propria colpa. Nel romanzo è rappresentata un’altra realtà, quella di chi è riuscito a fuggire dall’Afghanistan, di chi la guerra non l’ha vissuta davvero, ma attraverso i telegiornali e, tornando laggiù nei luoghi dove è vissuto, ora così deturpati irrimediabilmente nella  loro essenza originaria dal sangue e dalla guerra, ha l’impressione di trovarsi in un pianeta alieno, pervaso dall’incredulità e dall’orrore.

I due libri si completano; il quadro della travagliata storia dell’Afghanistan è più nitido solo dopo aver letto entrambi i romanzi; nitido poiché “chiaro” è davvero un parolone troppo grosso davanti alla storia di questo Stato fatta di invasioni, alleanze, guerre civili, dove l’instabilità è all’ordine del giorno e a pagarne il prezzo è la povera gente a cui non interessa il potere, ma soltanto poter vivere la propria vita in pace.

Consiglio questi libri a chiunque voglia leggere un romanzo scorrevole con una trama  profonda e importante e a chiunque sia interessato a scoprire la storia dell’Afghanistan, una storia recente e che continua a vivere di conflitti e tensioni.  Quel “sangue freddo” che l’autore mantiene nella narrazione non è tuttavia un vero e proprio difetto, anzi gli consente di descrivere in maniera vivida e cruda la triste vita nella sua terra natia.  Ed ecco che allora, anche se forse non subito, lampante agli occhi si snoda il filo che unisce “Ogni Mattina a Jenin” a questi due romanzi; il motore che muove non solo nella finzione letteraria i personaggi dei romanzi, ma sopratutto nella realtà i popoli di questi due paesi: l’inesauribile voglia di smettere di Sopravvivere e di incominciare a Vivere la propria vita.