MARIA PERAZZI

Il valore della bellezza

O almeno quello attribuito dalla pubblicità e dai media

La pubblicità è ormai diventata uno strumento utilizzato, in diverse forme, da tutti. L’uso di immagini, video, slogan acquisisce ormai sempre più importanza siccome è il modo migliore per promuovere al cliente ogni tipo di prodotto. Il vero trampolino di lancio della pubblicità sono stati i media poiché nel mondo digitale la promozione è padrona. Oggi però i media sono stati superati da un’altra figura: l’influencer. Si tratta di una persona che, pagata, indossa un capo, posta la foto sui social network di modo che i suoi seguaci la vedano e siano spinti a emularne il look.

Questo non accade soltanto con vestiti e scarpe ma anche con alimenti, prodotti per il corpo, gioielli e automobili. Gli influencer sui social crescono sempre di più.  La pubblicità insomma ha il compito di colpire e una finalità ben precisa: l’acquisto. La pubblicità con il tempo ha acquisito un forte potere, quello di plagiare la mente umana. Il vero degrado di questa forma di comunicazione è stato l’utilizzo del corpo come uno strumento qualsiasi. Le persone quindi, pur di reagire ai canoni imposti dalla pubblicità, hanno contratto gravi problemi di salute, uno fra tutti l’anoressia. Ai disturbi fisici si aggiungono anche quelli mentali che spesso implicano gesti estremi. L’essere umano viene portato a essere giudicato per il suo aspetto fisico e quindi a non accettarsi; non è dunque esagerato dire che la pubblicità può uccidere. Tutto ciò è inaccettabile e l’utilizzo incontrollato ne è complice perché l’individuo non può sfuggirne. Trovo che la pubblicità sia un’invenzione utilissima, ma come per ogni cosa non se ne deve abusare. Certo è anche il fatto che l’uomo non sia solamente una vittima, poiché dovrebbe essere in grado di ribellarsi, ignorando i modelli pubblicitari.

La pubblicità inganna: sono bugie dette nel miglior modo possibile. Uno dei difetti di tutta l’umanità e senza dubbio l’avidità, e anche la pubblicità ne è intaccata, dato che dietro ad ogni slogan o video ci sono sempre delle persone.